Sergio Perrero, tra quadri, tessile, design e architettura

 Sergio Perrero, tra quadri, tessile, design e architettura

Dal 16 maggio al 25 giugno lo Spazio Musa (Via della Consolata 11/E) ospita la mostra “Sergio Perrero – Elogio dell’imperfezione”, la prima antologica dedicata a questo eclettico artista torinese e alla sua geniale e poliedrica creatività.

Sergio Perrero è stato un creativo a tutto tondo che ha spaziato dall’arte alla moda, dall’arredamento alla progettazione di allestimenti, utilizzando l’abilità tecnica nella creazione di manufatti tessili per ottenere prodotti difficilmente catalogabili in un solo genere.

Le sue conoscenze di architettura sono state applicate nella discoteca Karma Club di Ciriè in cui tutto, dagli impianti agli arredi è una sua creazione, sviluppata in collaborazione con importati aziende del settore: Gufram, Contenotte e Audio Impianti.  Oppure gli studi televisivi di GRP di Torino per i quali, in collaborazione con la Gazzetta del Popolo e Studio Testa, progetta gli allestimenti, le scenografie per i programmi e le ambientazioni per gli spot.

Dagli anni ’80 inizia la sua attività imprenditoriale nel mondo del tessile, con idee innovative e assolutamente anticipatorie dei tempi futuri: dalla collaborazione con importanti brand della moda e del design, arriva ad affrontare la progettazione e la trasformazione di tessuti di maglia con una azienda che applica una filosofia innovativa per i tempi: una produzione consapevole e sostenibile che utilizza tecnologie ecologiche e tecniche di riuso e riciclo.

Le più di ottanta opere d’arte raccolte nella mostra, toccano varie espressioni artistiche tra quadri, oggetti di design, arredamento e capi di abbigliamento. La finalità è quella di rendere visibili creazioni mai presentate al pubblico prima d’ora.

L’antologica di Sergio Perrero si inquadra nel progetto Perrero Experience, nato dalla collaborazione con Gino Piardi e Pietro Tassi con l’obiettivo di rielaborare oggetti d’arredamento iconici, attraverso processi di restauro contaminati da guizzi creativi, per realizzare allestimenti e proposte d’arredo.

Afrodite Oikonomidou, curatrice della mostra, ci introduce così nell’immaginario pittorico dell’artista: “In un dinamico rapporto tra pittura e stampa, le “Tele” di Perrero sono tracce visibili di un dialogo tra astrazione e fisicità. Narrazioni di mondi incantati con i quali l’autore interpreta esperienze, passioni, dubbi, convinzioni. Metafore di una vita, personali tavole proiettive per le quali non ci vuole nessuna chiave di lettura, tranne quella della sensibilità alla bellezza.

Un ricordo necessario, questo omaggio (che rientra anche nel calendario degli eventi del Salone OFF), che è reso ancora più importante e impellente dopo la prematura scomparsa dell’artista nel 2020.

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Sara Levrini