Parco del Valentino, il cuore verde di Torino sul Po

 Parco del Valentino, il cuore verde di Torino sul Po

È il parco più famoso di Torino, quello che risulta più apprezzato dai turisti di tutta Italia (fonte TripAdvisor).
A ridosso del Po, nel quartiere San Salvario, oggi famoso per la movida ed i suoi locali, non sorprende sia stato scelto per ospitare l’Eurovillage, il villaggio dedicato appunto ad Eurovision, nei giorni della manifestazione.

Nel cuore del Parco oggi utilizzato per periodiche mostre ed eventi artistico-culturali.
Nel 1884 venne realizzato il Borgo medievale sulla parte più meridionale del Parco, su progetto coordinato da Alfredo d’Andrade, appassionato, appunto, di architettura medievale.
Il Borgo ripropone gli stili architettonici ispirati ai castelli piemontesi e valdostani del Medioevo, con tanto di rocca visitabile, oggi utilizzato per periodiche mostre ed eventi artistico-culturali, in questo periodo vede il rifacimento dei tetti, con conseguente rocca chiusa al pubblico. Il cantiere dovrebbe aver durata per tutto il 2022.

Le statue ed i monumenti
Il parco Valentino ospita diverse opere a partire dal Monumento all’Artigliere (detto anche “Arco del Valentino” o “piccolo Arco di Trionfo”). Il progetto di Pietro Canonica, lo troviamo all’inizio di corso Vittorio Emanuele II/ponte Umberto I, eretto nel 1930 e dedicato all’Arma d’Artiglieria.
L’opera dello scultore Alfonso Balzico dedicata a Massimo D’Azeglio, una statua posta all’angolo dell’omonimo corso con il corso Vittorio Emanuele.
Ancora, i busti di Nino Costa e Cesare Battisti ed il monumento dedicato a colui che scoprii la nitroglicerina, Ascanio Sobrero.
Infine, la tanto amata Fontana dei dodici mesi: grande vasca in rococo circondata dalle dodici statue rappresentanti i dodici mesi dell’anno.

Cosa vedere al Parco del Valentino?
L’Orto Botanico merita una menzione.
Proprio oggi, 29 aprile 2022, si è tenuta una piccola cerimonia dove gli street artist che in questi giorni hanno lavorato al progetto “Bothanical Rhapsody” mostreranno le lamiere dipinte con nuovi colori e disegni. Un altro passo per rendere il parco ancora più bello in vista degli Eurovision.
Ma l’Orto è bellissimo tutto l’anno. Reso accessibile al pubblico nel 1997, si pone come obiettivo quello di divulgare la conoscenza delle piante, i loro usi e la loro ecologia ed è curato dal Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi nella ricerca scientifica sulle piante e sulla loro conservazione.
Si può visitare da metà aprile a metà ottobre.
Nel Boschetto è ospitato un Apiario, con produzione di miele cittadino.
Il Giardino Roccioso invece, è stato realizzato nel 1961; non c’è un vero percorso di visita, basta passeggiare e scoprire con calma le sculture. Qui ci sono ruscelli, panchine e opere d’arte che compaiono qua e là. Una delle più belle è quella dei due lampioni innamorati.
Un’altra statua che contribuisce a donare a quest’area un’atmosfera da fiaba è la Fata dei sogni, vicino all’entrata all’altezza di Torino Esposizoni.

Gli scoiattoli: i veri padroni di casa del Parco.
Abituati all’essere umano, non è difficile attirarli: sono molto golosi e curiosi.
Unico neo: gli attuali scoiattoli grigi hanno quasi sterminato i nostri rossi. Sì perché i grigi sono portatori sani di una malattia che sta devastando i loro cugini e inoltre la specie è stata classificata dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) come una delle specie aliene più invasive.
Non sono comunque nocivi per l’uomo.

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Sara Sonnessa