La prima donna della Magnum Photos

 La prima donna della Magnum Photos

“Quando si dice che una persona ‘non ha bisogno di presentazioni’ vuol dire che si conoscono solo due o tre immagini iconiche e il resto è ignoto”.

Così esordisce Monica Poggi, organizzatrice delle mostre di Camera – Centro Italiano per la Fotografia alla conferenza stampa di presentazione della nuova mostra su Eve Arnold. Ed effettivamente è facile parlare in questi termini di Arnold: si conoscono gli immortali scatti di Marilyn Monroe, in bianco e nero o a colori, e poco altro.

Eve Arnold, (21 aprile 1912 – 4 gennaio 2012) è una fotografa statunitense la cui carriera spazia in ogni angolo del mondo e in ogni tematica. Per questo è difficile inquadrarla in un solo contesto, limando i contrasti (dalle foto a Malcom X a quelle di Marilyn Monroe) e tralasciando lavori minori, che minori non sono affatto.

Camera allestisce la mostra in tre sezioni: le pareti blu delle stanze seguono le tematiche che Arnold fotografa anche per più anni consecutivi; le pareti rosse raccontano invece la sua carriera in ordine cronologico, cercando di condensare i viaggi, le commissioni e la vita di Eve Arnold che solo a volte corre parallelo con l’inizio di un nuovo filone tematico. Il corridoio, infine, raccoglie i principali lavori internazionali, quello scattato in Cina e quello nei paesi del Medio Oriente sulla condizione femminile. Un allestimento originale e riuscito, che guida lo sguardo dello spettatore.

Qualche parola sulle opere: Arnold si definisce fotografa fin dal momento in cui riceve in regalo una Rolercoid da 40 dollari e gira per la città scattando in modo amatoriale. La sua carriera vera e propria inizia tardi, verso il 1950, quando viene notata e chiamata da Henri Cartier-Bresson all’agenzia Magnum Photos: è la prima donna a entrare in quella agenzia, insieme con Inge Morath.

Da quel momento è un caleidoscopio di servizi fotografici che non tradiscono mai lo stile inconfondibile che preferisce la luce naturale al flash. Le sue fotografie illustrano le riviste dell’epoca e spesso gli stessi testi sono opera di Arnold. Grazie a questo e ai suoi dettagliati scritti possiamo ricostruire il suo lavoro in maniera accurata e diretta: una particolarità riportata nel catalogo della mostra che traduce per la prima volta in italiano molte delle sue pagine, in modo da restituire un quadro completo del suo lavoro.

Eve Arnold va oltre gli stereotipi, fissando sulla pellicola la moda libera e fuori dagli schemi di Harlem, così come divi e dive del cinema dietro le quinte nella perpetua e affannosa ricerca della bellezza. Grande spazio è dato alla figura femminile, dalla fabbrica alla famiglia, passando per il grande cinema e la cultura del velo nei paesi mediorientali.

Italia, Georgia, Inghilterra, India, Cuba, Russia, America, Cina… in ogni parte del mondo Eve Arnold trova soggetti per le sue foto, che siano donne soldato, divorziate, lesbiche, suore, attrici o modelle, le opere che ne derivano sono destinate a fissarsi nella storia e negli occhi di chi le osserva.

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Sara Levrini