Il Teatro Regio riparte dopo il commissariamento

 Il Teatro Regio riparte dopo il commissariamento

Il Regio riparte, o meglio continua nelle sue rappresentazioni, e lo fa in grande con una conferenza stampa allestita direttamente nella sala concerti per presentare la stagione d’opera e balletto del 2022.

Tanti i nomi presenti sul palco, ma, con una dovuta riconoscenza, i primi a intervenire sono gli ingegneri direttori dei lavori di restauro. Lavori del palcoscenico e della macchina scenica necessari poiché alcuni componenti erano rimasti agli anni ’70, mentre ora verranno ammodernati con gli ultimi accorgimenti digitali e strutturali. Non verrà tralasciato neanche il Piccolo Regio, coinvolto anch’esso nel restauro.

Oltre ai lavori, la notizia portante è la fine del commissariamento del Teatro Regio dopo 13 mesi di riassestamento dei conti. Rosanna Purchia, infatti, lascerà l’incarico il 25 ottobre e con lei (a marzo 2022) Guido Mulè, attuale direttore generale. Un ritorno alla normalità che avviene in contemporanea al passaggio di testimone della presidenza del Teatro Regio, che da Chiara Appendino andrà a Stefano Lo Russo.

Purchia, nel suo discorso, non nasconde le criticità di questi mesi di lavoro e auspica «una sveglia da una burocrazia che diventa alibi per nascondere mancanze», ricordando anche «la dolorosa gestione dei contratti a tempo determinato, la gestione del budget e della situazione patrimoniale». Assicura però di aver incontrato in questi mesi una squadra disponibile e collaborativa «Tutto questo non si fa da soli, ma con il supporto delle lavoratrici e dei lavoratori, la vicinanza delle istituzioni e la collaborazione con i sindacati»

Il Regio sta già rinnovando la collaborazione con il Ministero della Difesa per l’allestimento del palco estivo nel Cortile dell’Arsenale, novità di quest’anno, che ha permesso il proseguimento delle recite durante i lavori di restauro. Il Teatro esce da questi due anni duri e di prolungata chiusura, con una reputazione e credibilità internazionale rinsaldata, come dimostrano i nomi già scritturati per la prossima stagione.

Per quanto riguarda il cartellone, Sebastian Schwarz, direttore artistico, esordisce ricordando con un pizzico di ironia e di tristezza allo stesso tempo, che per la terza volta si trova in conferenza stampa ad annunciare l’apertura della stagione con La Bohème. Vale la pena assistervi, tuttavia, perché l’allestimento è realizzato proprio dai laboratori del Regio, mentre scene e costumi sono ripresi dai bozzetti e dai figurini originali di Adolf Hohenstein, disegnati per la prima assoluta torinese del 1896. Seguono altri titoli italiani di grande successo (Norma, Turandot, Carmen, Tosca) con al centro una protagonista femminile: «Non volevamo chiamarla la stagione delle donne forti dell’Opera, ma forse questo è il giusto sottotitolo».

Non mancheranno le celebrazioni del Giorno della Memoria il 27 gennaio con una rappresentazione di Grigorij Frid sui Diari di Anna Frank, e il ricordo dai 30 anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio.

Infine, grandi nomi anche nel balletto, a partire da Svetlana Zakharova e il Béjart Ballet Lausanne che porterà sul palco a metà settembre L’Uccello di Fuoco di Igor Stravinskij.

Schwarz ringrazia quindi tutta la squadra del Teatro Regio, tenendo a sottolineare che «Un programma così non nasce da una testa sola».

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Sara Levrini