Eblò, il nuovo modo di pensare gli uffici

 Eblò, il nuovo modo di pensare gli uffici

Siamo stati alla conferenza stampa che ha inaugurato i lavori di ristrutturazione e riqualificazione dell’ex palazzo Enel, in corso Regina Margherita 267, proprio a due passi dai nostri studi di TOradio.

Un palazzo iconico e caratteristico di Torino grazie alla facciata composta da oblò, richiamati anche dal nome del nuovo progetto di riqualificazione. Il palazzo sorge in Circoscrizione 4 (presieduta da Alberto Re) in un punto al centro di forti cambiamenti: basti pensare al progetto di costruzione del polo ospedaliero e all’area della ThyssenKrupp che reclama nuova vita.

Alessandro Mazzucco, portfolio manager di Blue SGR, ricorda che l’edificio è sempre stato chiuso al pubblico, ma il nuovo corso prevederà due piani dedicati a servizi aperti al pubblico, dalla palestra al ristorante, passando per aree comuni, bar, chiostrino interno immerso nel verde e un ampio ingresso che farà da collettore tra interno ed esterno. La maggior parte degli spazi sarà comunque pensato per ospitare uffici e sedi di aziende, con moduli di ampiezza variabile da 500 a 1500 mq, da organizzare secondo le esigenze di ciascun ‘abitante’.

L’architetto Emanuele Pession, fondatore dell’omonimo studio e curatore del progetto di restyling, prevede circa un anno di lavori. In modo simbolico, il primo intervento è il ripensamento dell’ingresso, eliminando la pensilina che chiudeva e oscurava l’entrata, favorendo invece l’apertura verso l’esterno con un occhio di riguardo all’estetica, che riprenderà le curvature tipiche degli oblò e favorirà l’ingresso della luce.

Attenzione anche all’ambiente: le vetrate continueranno ad essere fisse e non apribili (tranne quelle dell’ingresso), per cui l’impianto di aereazione ricoprirà un ruolo importante, ma l’obiettivo è la certificazione LEED dell’edificio.

“La domanda di uffici che c’è a Torino è sufficiente per riempire questi e altri spazi – afferma infine Beppe Caruso, CEO di Immogroup – basta offrire soluzioni adeguate alla contemporaneità e al territorio”.

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Sara Levrini