Anche il gioco d’azzardo diventa online

 Anche il gioco d’azzardo diventa online

Mentre in Piemonte si discute il disegno di legge che andrebbe a modificare la legge regionale 9 del 2016 sul gioco d’azzardo, le scommesse proseguono liberamente online: app, gruppi sui social network, chat di Whatsapp continuano a muovere ingenti flussi di denaro che sfuggono ai controlli delle autorità e del Fisco. Complice di questa crescita è il covid che ha digitalizzato anche bische clandestine e scommesse.

Se il tavolo verde diventa impalpabile, i soldi rimangono veri, in euro, e sono da pagare in anticipo attraverso versamenti via Paypal, buoni regalo o ricariche telefoniche. Attraverso il passaparola e il coinvolgimento di amici di chi gioca e investe già ingenti somme di denaro, si reclutano nuovi giocatori nei gruppi di organizzatori dei tornei online. Una volta ‘accreditati’ il passo è breve per arrivare alla partita giocata su app non autorizzate o siti illegali che appoggiano i loro conti in paradisi fiscali.

Il flusso di denaro è considerevole e, naturalmente, difficile da stimare essendo sommerso. Il numero di utenti unici che usano una singola app può arrivare al milione, con un incasso annuale tra i 3 e i 4 milioni di euro, cifra che sale a circa 20 miliardi di euro annui in Italia se si sommano le puntate del gioco illegale.

Se le modalità di gioco sono cambiate, quello che rimane invariato è il meccanismo che trasforma il gioco in un’azione compulsiva, in cui le vincite e i bonus invogliano a rimanere connessi e comprare nuove fiches. Questo tipo di raggiro è disciplinato nei circuiti legali (in Italia siamo all’avanguardia per quanto riguarda la regolamentazione), ma diventa una leva su cui insistere quando l’unico obiettivo è incassare, o, come spesso avviene, riciclare denaro sporco.

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Sara Levrini